search instagram arrow-down
claudia grendene

Archivi

Aricoli recenti

“Vedevo le parole”

[articolo apparso su Todomodo.club il 3 ottobre 2017]

panchina

 Ho combattuto con ogni forza contro il desiderio di scrivere, per anni e anni.

Non mi sentivo legittimata a farlo. Ci sono un sacco di scrittori e tutti vogliono scrivere, pensavo. Che ci provavo a fare?

Certo, mi accorgevo che le cose mi si scrivevano nella testa. Che i dialoghi mi si parlavano nella testa.

Qualche volta ho pensato di essere matta.

Per ogni storia vera che incrociavo e mi colpiva, pensavo a come l’avrei narrata. Quale racconto avrebbe potuto generare? Le vite degli altri, le persone.

Ecco, la ragazza caffellatte che si lava i denti nei bagni dell’Università, incantevole generatrice di fantasie, diventa una personale Remedios la Bella.

Eccomi, mentre cammino sola sul sentiero sterrato, quasi sepolto tra le cime ormai alte del mais, e una voce mi racconta quel che io stessa vedo.

È stato sempre un lavorio sotterraneo -quasi automatico- dentro la testa, a trasformare la gente in personaggi e le vite in possibili romanzi. Vedevo le parole.

Dev’essere qualcosa di simile a quel che accade a chi vede la matematica nelle cose reali, o riconosce le leggi della fisica nei fenomeni. Io vedevo le parole.

È stato bello, a un certo punto, incontrare questo testo di Ágota Kristóf.

«In genere m’accontento di scrivere nella testa. E’ più facile. Nella testa tutto si srotola senza difficoltà. Ma, una volta scritti, i pensieri si trasformano, si deformano, e tutto diventa falso. A causa delle parole. La sera, quando ricopio quello che ho scritto nella mia testa durante la giornata, mi domando perché ho scritto tutto ciò. Per chi, e per quale ragione?»

(Ieri – Ágota Kristóf)

Tutto diventa falso. A causa delle parole”. In qualche modo, credo di aver capito che l’immaginazione può trasformare la realtà. Plasmarla, donandole un senso che nelle vicende della vita a volte manca. Ti guardi intorno e incroci delle storie che ti chiedono il perché, che pretendono una ragione, e non la trovi. Allora scriverle diventa il gioco di quando eri bambina e ti inventavi il finale diverso del film tragico che ti aveva cavato il cuore. Diventa una seconda possibilità, quella che non è concessa, qui sulla terra.

Per chi? Per quale ragione? Forse perché le storie che ti si scrivono nella testa sono concepimenti che non vengono al mondo. Che patiscono la tua pavidità, se non li fai crescere e venire fuori.

Ho capito tardi che un desiderio negato si trasforma in un fiume avvelenato che ti scorre dentro.

Sono arrivata alla Bottega di narrazione per vedere se fosse il caso di smettere prima ancora di cominciare. Di smettere per sempre, di scrivere nella mia testa. Perché provarci veramente significa essere disposti a sondare i propri limiti e, se è il caso, a lasciar perdere.

Non avevo romanzi nel cassetto, né raccolte di racconti da vantare.

Avevo il progetto narrativo ingrumato nel cervello, il mio anno di corso davanti, e un fiume discretamente inquinato dentro. Ho incominciato con l’unico intento di imparare; un intento caparbio.

La chiamerei sete.

Sapevo di amare i libri, ma non potevo sapere quanto si arrivi ad amare i libri che non esistono. Quelli che sono ancora nella testa dell’autore, quelli che faticano a venire al mondo, quelli che devi vedere prima ancora che siano visibili. Quelli che devi saper leggere -al limite- prima che vengano scritti.

Ho imparato che anche i libri, come tutte le creature, hanno bisogno di cura e pazienza per nascere. Tanta cura e tanta pazienza.

Tra qualche mese uscirà il mio primo romanzo. Infine, se ne andrà fuori dalla mia testa, giù nel mondo. Nel frattempo, le acque torbide del fiume si sono schiarite.

E posso incominciare a dissetarmi da sola.

Rispondi
Your email address will not be published. Required fields are marked *

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: