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Stoner e il Signor Dini. Vite minime di uomini qualunque

Accoppiamenti giudiziosi è una rubrichetta che tengo sul sito Paperoeditore ogni quindici giorni, di giovedì. L’idea è quella di mettere in relazione due libri che abbiano qualche affinità tra loro. papero

stoner

Stoner camminava lentamente, in preda alla sonnolenza della nuova stagione, incantato dai piccoli boccioli verdi che luccicavano all’ombra dei cespugli e degli alberi”.

Stoner viene pubblicato nel 1965, ma conosce il grande successo soltanto nella riedizione del 2003 e arriva in Italia nel 2012, grazie all’editore Fazi.

Stoner -il protagonista del romanzo- nasce, cresce, studia, diventa insegnante di letteratura all’università, si sposa, ha una figlia, porta avanti senza particolare brillantezza la sua carriera, sopporta la moglie, muore. Da molti è stato definito come il romanzo dell’uomo ordinario, la triste vita di un mediocre: nulla di straordinario.

Stoner accetta il sacrificio del lavoro per poter studiare, la delusione dei genitori che lo volevano esperto in agraria, la sofferenza di un matrimonio infelice, la paternità senza gioie, le cattiverie nell’ambiente lavorativo, la fine dell’amore per una giovane studentessa, la malattia e la morte. La narrazione segue lineare la vita del protagonista, soffermandosi su dettagli e stati d’animo senza particolari scossoni, adagiando il velo dell’ordinario su una vita -in realtà- del tutto straordinaria.

Strordinaria, negli anni tra le due guerre, la determinazione con cui Stoner si dedica agli studi, lavorando in una fattoria in cambio di un alloggio freddo e sgangherato e raggiungendo –figlio di poveri braccianti- lo status di professore universitario; straordinario l’affetto per i genitori, anziani e poveri, che Stoner ama, osserva e capisce nel profondo; straordinario l’impegno nel matrimonio con una Edith odiosa e insopportabile, che Stoner comprende, asseconda e si sforza di accontentare; straordinaria l’accettazione stoica delle angherie accademiche cagionategli dalla fermezza delle proprie idee; straordinari l’amore muto per la figlia e l’amore passionale per la giovane studentessa, che non avranno mai esito felice.

L’apparente uomo qualunque, cui la vita sembra scivolare addosso, è a ben vedere un uomo forte, saldo, sensibile, delicato e immensamente comprensivo.

Né un eroe, né un antieroe. Stoner è un uomo, e non è poco.

Stoner, John Williams, Fazi editore, 2012

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Diario minimo dei giorni, Franco Loi, Hacca, 2015

Diario minimo dei giorni, Franco Loi, Hacca, 2015

La via Teodosio era limpida e chiara. Gli alberelli spogli protendevano i rami scarni verso l’azzurro. I portoni delle case, lindi e puliti, offrivano l’ombra degli interni ai passanti, che camminavano frettolosi, chiacchierando e sorridendo”.

Dal 14 dicembre al 15 gennaio, il Signor Dini ci racconta la sua vita.

Ogni mattina, da molti anni, il Signor Dini esce di casa alla stessa ora, percorre lo stesso marciapiede, prende lo stesso tram, si reca nello stesso ufficio, compila gli stessi listini. Vive la routine dei propri giorni composto, facendosi ragione di ogni cosa: della moglie che non fa che brontolare la propria frustrazione e lo disistima, del figlio distante, delle piccole invidie caratteristiche del mondo impiegatizio in cui lavora, delle ristrettezze economiche, dell’anonimato cittadino in una Milano rischiarata dal dopoguerra.

Il capoufficio, Il signor De Rossi, ha un cuscino molto comodo sulla sua sedia; il Signor Dini vorrebbe tanto averne uno uguale. Le scaramucce con la moglie Lina non lo sfiniscono, anzi, spesso il signor Dini mette fine alle battaglie quotidiane azzardando un gesto d’affetto, la ricerca d’un contatto fisico. Raramente Lina molla la sua parte, ma quando cede è dolcissima.

Il signor Dini racconta ogni dettaglio della sua semplice quotidianità senza mai esprimere i propri sentimenti. Se qualcosa traspare, son sempre cose belle: il conforto del profumo della minestra e del pane, la casa, le partite a scopa con Lina.

Poco prima di Natale il Cavaliere scrive una lettera a Dini: l’azienda gli ha assegnato una medaglia alla carriera. Non v’è notizia che un evento simile sia capitato, in tanti anni, a qualcuno dei colleghi. Il sogno della medaglia cambia la vita del signor Dini e pare che il mondo intero sia cambiato nei suoi riguardi.

La medaglia sarà grande o piccola, d’oro o d’argento? Dini la sogna, ne parla con Lina, fantastica. Il giorno della consegna, Dini è talmente emozionato da non capire le parole che le autorità pronunciano in pompa magna. La medaglia gli viene appuntata che è quasi in stato di trance, nemmeno la vede. Una volta a casa, Dini si rende conto di tutto e, spinto dalla moglie a chiedere un aumento in ragione della medaglia, immagina il discorso da fare al Commendatore.

Solo in queste ultime pagine, intense e nitide, il punto di vista del signor Dini diventa chiaro.

In fondo, anche la vita più qualunque che si possa immaginare ha bisogno soltanto d’un poco di considerazione.

Diario minimo dei giorni, scritto da Franco Loi negli anni ’50, è stato pubblicato di recente dall’editore Hacca.

Diario minimo dei giorni, Franco Loi, Hacca, 2015.

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