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claudia grendene

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La formazione sessuale del maschio: l’intimo, l’erotico, l’osceno

Accoppiamenti giudiziosi è una rubrichetta che tengo sul sito Paperoeditore ogni quindici giorni, di giovedì. L’idea è quella di mettere in relazione due libri che abbiano qualche affinità tra loro. papero

La formazione sessuale del maschio: l’intimo, l’erotico, l’osceno.

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Atti osceni in luogo privato, Marco Missiroli, Feltrinelli, 2015.

Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli è un romanzo che ha a che fare con l’oscenità solo nel titolo. La storia di Libero Marcel, infatti, è la formazione erotico sentimentale più letteraria e ordinata che possiamo immaginare.
In sequenza, dall’infanzia alla maturità, Missiroli ci racconta la crescita sentimentale di Libero attraverso lo sviluppo corporeo, le esperienze fisiche, le donne della sua vita e tante letture. Marie, Camille, Libé, Lunette, Frida, Anna e Buzzati, Hemingway, Vargas Llosa, Henry Miller, Silone, Orwell, la Duras, Proust, Maigret, Faulkner: amori e libri, per un protagonista che costeggia la sensualità sempre dal lato dei sentimenti e dell’intelletto. Personaggio chiave la bibliotecaria Marie, donna dal seno più bello del mondo, che con Libero parla di passione e di letture, rimanendo pericolosamente sempre un po’ al di qua del limite.
Un romanzo che parte dal corpo e del corpo fa dimenticare, anche quando Libero si spinge -grazie alla notturna Lunette- verso le esperienze erotiche più estreme.
Attraversando lo sfondo sociale e politico degli anni ’80 e i due scenari, milanese e francese, Libero approda nel porto apparentemente calmo dell’amore maturo, lasciando il dubbio che, per esplorare a fondo la zona più primitiva dell’essere uomo, dobbiamo aspettare che il protagonista invecchi ancora un po’ e raggiunga l’età del padre. Quella maturità che rende accettabile dire ciò che non si può dire.
“Avevo dodici anni e un mese, mamma riempiva i piatti di cappelletti e raccontava di come l’utero sia il principio della modernità. Versò il brodo di gallina e disse – Impariamo dalla Francia con le sue ondate di suffragette che hanno liberalizzato le coscienze. – E i pompini. La crepa fu questa. Mio padre che soffiava sul cucchiaio mentre sentenziava: e i pompini. Mamma lo fissò, Non ti azzardare più davanti al bambino, le sfuggì il sorriso triste. Lui continuò a raffreddare i cappelletti e aggiunse – Sono una delle meraviglie del cosmo”.

starnone

Autobiografia erotica di Aristide Gambia è stato pubblicato da Einaudi nel 2011.

Auotbiografia erotica di Aristide Gambia, un po’ disarticolato, diviso in quattro parti e con qualche incoerenza temporale, ci mette di fronte non tanto ad una formazione sessuale, quanto alla resa linguistica senza mezzi termini di quelle cose che si dovrebbero solo pensare, espresse esattamente nel modo in cui non si dovrebbero mai dire.
“Caro Aristide, tu sicuramente non ricordi e, devo dire subito, io stessa conservo di te soltanto l’impressione del tuo cazzo mentre mi si faceva duro nella mano […]”. Aristide, scrittore e dirigente editoriale, ha cinquantotto anni quando riceve questa lettera da Mariella Ruiz. Colpito dal linguaggio esplicito della donna e turbato dal fatto di non ricordare chi ella sia, intraprende un viaggio a ritroso nelle proprie memorie erotiche. Tre matrimoni falliti, quattro figli, una vita sessuale intensa sono nulla rispetto all’esperienza dello sboccato rendez vous verbale con cui Aristide e Mariella ricostuiscono la vicenda del loro fugace incontro, molti anni prima.
Nella seconda parte, ritroviamo Aristide Gambia a settant’anni, ad un convegno a Sorrento, alle prese col proprio diario erotico smarrito e con la giovane Magda che lo ha ritrovato. Ma chi è Magda? E che relazione ha con Mariella Ruiz?
La terza parte del romanzo ci suggerisce le risposte, troncando però la storia dopo una pagina e mezza.
Nella quarta parte, Domenico Starnone ci racconta la complicata genesi dell’opera e la difficoltà di mettere insieme i vari pezzi e farne un unicum ordinato.
E tutto questo disordine sembra dovuto proprio alle parole sporche, oscene, dialettali, altamente evocative che l’autore -forte della propria rivoluzione generazionale- cerca di liberare. E, se è divertente ripercorrere le vicissitudini di Aristide nelle prime parti del romanzo, è altrettanto bello perdersi nelle rifelssioni dell’autore sulla difficoltà di scrivere con un linguaggio così esplicito affrontando il timor panico di fronte al limite oltre il quale si avverte la vita sgovernata e buia.
Autobiografia erotica di Aristide Gambia è stato pubblicato da Einaudi nel 2011.

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