search instagram arrow-down
claudia grendene

Archivi

Aricoli recenti

Le amiche nemiche: la gelosia, la violenza dei sentimenti

Accoppiamenti giudiziosi è una rubrichetta che tengo sul sito Paperoeditore ogni quindici giorni, di giovedì.

ferrante

Storia della bambina perduta, Elena Ferrante, E/O, 2015

Con Storia della bambina perduta terminano le vicende di Elena e Lila, iniziate quattro volumi prima ne L’amica geniale, quando le due protagoniste – ancora bambine – erano già attrici di azioni ed emozioni ad elevata potenza. Da quando Lila getta in una cantina buia la bambola di Elena (nel primo volume), parte e si sviluppa la duplice storia delle amiche-nemiche, che comincia negli anni cinquanta e arriva ai giorni nostri.

All’inizio di Storia della bambina perduta troviamo Elena lontana da Lila, separata, gelosa e diffidente. Ama Nino, un ex dell’amica, e lotta per vivere questo amore, emanciparsi dal fallito matrimonio, sopravvivere ai sensi di colpa di una maternità maldestra e altalenante. Lotta soprattutto per essere una scrittrice. Lila diventa imprenditrice in ambito informatico, dà lavoro ad altri personaggi, trasformandosi in una sorta di leader, anche se nell’area circoscritta del rione cittadino. Il gioco è sempre lo stesso, Elena narra in prima persona e, raccontando la propria storia, ci presenta Lila, ora solidale, ora ostile, sempre presente anche nell’assenza. Come se Elena, per tracciare i propri contorni, dovesse disegnare quelli dell’amica, finendo per esserne determinata per contrasto. Opposte e complementari, lontane e vicine, Elena e Lila si muovono dentro un universo napoletano al limite del sovraffollamento, in cui la numerosità dei fatti e la violenza dei sentimenti si susseguono a ritmo incalzante, investendo il lettore con una colata lavica di vita.

eszter

L’altra Eszter, Magda Szabò, Einaudi, 2009

Eszter rivolge all’amore della sua vita Lorinc, amante e marito dell’amica Angéla, un discorso definitivo ed estremo, che con sincerità impietosa ricostruisce il disastro della gelosia.

“Ho odiato Angéla dal primo istante in cui l’ho vista, e non ho mai smesso, la odio mentre dormo, la odio da sveglia, la odierò sempre persino quando sarò morta, ammesso che qualcosa esista dopo la morte”. Quella che parla non è l’attrice affermata, non è la donna ricca e stimata, non è colei che finge di essere amica di Angéla: è quell’altra. La Eszter vera, senza maschere e senza ritegno.

Eszter e Angéla si conoscono fin da bambine. Angéla è buona, ricca, docile e ha tutto ciò che manca ad Eszter. Sotto le mentite spoglie dell’amicizia, Eszter alimenta invidia e gelosia nutrendole delle umiliazioni cui la vita la costringe. Prima vittima del proprio rancore, Eszter arriva a rubare ed uccidere per sbaglio l’amato capriolo dell’amichetta, episodio presagio del destino toccato in sorte a Lorinc. È già troppo tardi, mentre Eszter ci parla: Lorinc non c’è più. E mentre scorre la lettura ci si rende conto che la natura di Eszter si delinea tutta e soltanto in contrapposizione a quella di Angéla. La buona Angéla, la dolce, la remissiva, l’ignara. Qualche colpo di scena garbato alla Szabó e lo svelamento della responsabilità di Eszter nella morte di Lorinc portano il lettore alla lucida considerazione che l’odio danneggia prima di tutto chi lo prova.

L’altra Eszter fu pubblicato in Ungheria nel 1959 col titolo Il capriolo [As Őz].

Rispondi
Your email address will not be published. Required fields are marked *

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: